Humanitas in Erasmus

Pur non essendo docenti di materie scientifiche, abbiamo anche noi condiviso il Progetto Erasmus+ KA1 T.W.I.S.T., grazie al quale abbiamo vissuto per una settimana una esperienza davvero ricca dal punto di vista professionale e umano nella Strombackaskolan di Pitea.

Sul confronto tra le strategie didattiche, l’organizzazione complessiva, i contenuti disciplinari i colleghi che erano insieme a noi e hanno svolto attività di job shadowing hanno già esposto le loro considerazioni.

A noi, per sottolineare il valore del concetto di latino humanitas che recentemente anche Mark Zuckerberg ha dichiarato essere stato il suo principio ispiratore, piaceva proporre una pagina di Tacito, in particolare il cap. XLV del De origine et situ Germanorum, in cui per la prima volta si intravede l’esistenza di una terra popolata al di là dell’Oceano, la penisola scandinava, l’ultima Thule della quale il viaggiatore Pitea di Marsiglia aveva parlato nel IV sec. a.C.

Tacito scrive nell’età di Traiano, quando l’interesse per il mondo nordico si lega al problema della sicurezza sui confini del Reno e del Danubio e i Germani rappresentano il “diverso” che fa quasi paura per la sua forza e la sua integrità, il “barbaro” che può essere conquistato e sottomesso con le armi ma che è in grado di mettere in discussione i fondamenti morali dell’Impero. Confini e diversità, come si affrontavano nel I sec. d.C.

Oggi, all’interno di una Europa spesso ferita e talvolta in crisi di identità, in cui i paesi scandinavi rappresentano un modello positivo di civiltà e convivenza, recuperare il senso di una patria comune come l’intendevano i Romani non appare affatto scontato.

Così Elio Aristide, II sec. d.C., nell’Encomio di Roma: Il detto che la terra è madre e patria comune di tutti, voi l’avete realizzato al meglio: adesso è possibile per un greco o un barbaro muoversi con o senza le sue cose dove vuole come da una parte all’altra della patria: non mettono più paura le porte cilicie, le vie del deserto arabico verso l’Egitto, i monti impervi, i fiumi immensi, i barbari inospitali; per essere tranquilli basta essere romani o almeno sudditi di Roma. Il verso di Omero “la terra è comune a tutti”, voi l’avete realizzato alla prova dei fatti…e dato ordine a tutta l’ecumene come fosse un’unica casa.

La casa comune che abbiamo sentito quando siamo andate a Pitea.

Sabrina Bonati

Lucetta Dodi

 

Tacito, La Germania, cap. XLV

Trans Suionas (1) aliud mare, pigrum ac prope inmotum (2), quo cingi cludique terrarum orbem hinc fides, quod extremus cadentis iam solis fulgor in ortus edurat (3) adeo clarus, ut sidera hebetet; sonum insuper emergentis audiri formasque equorum et radios capitis adspici persuasio adicit. Illuc usque (et fama vera) tantum natura. Ergo iam dextro Suebici maris (4) litore Aestiorum gentes (5) adluuntur, quibus ritus habitusque Sueborum, lingua Britannicae propior (6). Matrem deum venerantur. Insigne superstitionis formas aprorum gestant: id pro armis omniumque tutela securum deae cultorem etiam inter hostis praestat. Rarus ferri, frequens fustium usus. Frumenta ceterosque fructus patientius quam pro solita Germanorum inertia laborant. Sed et mare scrutantur, ac soli omnium sucinum (7), quod ipsi glesum vocant, inter vada atque in ipso litore legunt. Nec quae natura, quaeve ratio gignat, ut barbaris, quaesitum compertumve; diu quin etiam inter cetera eiectamenta maris iacebat, donec luxuria nostra dedit nomen. Ipsis in nullo usu; rude legitur, informe profertur, pretiumque mirantes accipiunt. Sucum tamen arborum esse intellegas, quia terrena quaedam atque etiam volucria animalia plerumque interlucent, quae implicata umore mox durescente materia cluduntur. Fecundiora igitur nemora lucosque sicut Orientis secretis, ubi tura balsamaque sudantur, ita Occidentis insulis terrisque inesse crediderim, quae vicini solis radiis expressa atque liquentia in proximum mare labuntur ac vi tempestatum in adversa litora exundant. Si naturam sucini admoto igni temptes, in modum taedae accenditur alitque flammam pinguem et olentem; mox ut in picem resinamve lentescit…